Tornare alle origini

Si dice che mediamente compiamo 200.000 atti respiratori al giorno. Ma quanto conosciamo davvero il nostro respiro?

Il respiro ci accompagna continuamente.

Non dobbiamo ricordarci di respirare per vivere e, proprio per questo, spesso passa inosservato.

Eppure il respiro cambia continuamente: attraverso il movimento, con la postura, a seconda se siamo stanchi, in base all’emozioni che viviamo, ma quante volte ci fermiamo ad ascoltarlo?

Imparare a riconoscerne il ritmo, la qualità, le variazioni, dunque imparare ad ascoltarlo, prima ancora di cercare di modificarlo, è il lavoro sul Pranayama.

Cosa accade quando il respiro smette di essere qualcosa da controllare e diventa qualcosa da ascoltare, comprendere e seguire?

Da questa domanda nasce Tornare alle Origini, un weekend di introduzione al  Pranayama secondo gli insegnamenti di  Kia Naddermier,  che segue il lignaggio  di  Sri O.P. Tiwari Kaivalyadhama  e all’Ashtanga Vinyasa Yoga  secondo  il Counted Method  di  John Scott.

Due percorsi distinti, che durante il weekend verranno messi in dialogo attraverso un elemento comune:  il respiro.

Info, costi e iscrizioni:
avyogatrento@gmail.com

Il respiro prima della tecnica

Nel percorso di Kaivalyadhama, il Pranayama comincia dall’osservazione, prima ancora che dalla tecnica.

Prima di intervenire sul respiro è necessario imparare a riconoscerne il ritmo naturale, a comprenderne alcuni aspetti della meccanica respiratoria e a percepire le tensioni e le abitudini che possono influenzarne la qualità.

La preparazione è quindi parte integrante della pratica.

Durante il workshop esploreremo: postura e condizioni necessarie alla pratica; movimento del diaframma; mobilità della gabbia toracica; osservazione e consapevolezza del respiro; alcune pratiche preparatorie; relazione tra respirazione e sistema nervoso; Kriya; pratiche introduttive di Pranayama.

L’approccio sarà progressivo: non si tratta di respirare “di più” o di raggiungere rapidamente tecniche avanzate, ma di sviluppare le condizioni necessarie perché il respiro possa diventare gradualmente più consapevole, stabile e raffinato.

Quando il respiro diventa movimento

Nell’Ashtanga Vinyasa Yoga il respiro non è qualcosa che semplicemente accompagna la pratica, è parte della struttura stessa della pratica.

Nella sessione dedicata all’Ashtanga Vinyasa Yoga esploreremo la relazione tra respiro e movimento attraverso il Counted Method di John Scott, lasciando che il conteggio diventi lo strumento per entrare nel ritmo della pratica, coordinare il movimento e mantenere l’attenzione.

Attraverso la pratica incontreremo gli elementi fondamentali della pratica stessa:

UJJAYI

Il respiro che accompagna la pratica e sostiene la continuità dell’attenzione.

VINYASA

La coordinazione tra respiro e movimento, nella quale ogni gesto trova il proprio ritmo respiratorio.

DRISHTI

Il punto di attenzione dello sguardo, che contribuisce a raccogliere la mente e ridurre la dispersione.

TRISTHANA

L’integrazione di respiro, postura e Drishti, tre elementi che lavorano insieme durante la pratica.

COUNTED METHOD

Il conteggio come struttura ritmica della pratica e strumento per sviluppare precisione, ascolto e presenza. L’obiettivo sarà sperimentare cosa accade quando respiro, movimento e attenzione iniziano a muoversi insieme.

Due linguaggi, un punto d’incontro

Il Pranayama e l’Ashtanga Vinyasa Yoga appartengono a percorsi specifici, con strumenti e modalità di pratica differenti.

Durante questo weekend li incontreremo mantenendo questa distinzione, ma osservando ciò che li mette in relazione.

Nel Pranayama impariamo ad avvicinarci al respiro con attenzione e gradualità.

Nella pratica di Ashtanga Vinyasa Yoga impariamo a portare il respiro dentro il movimento, fino a lasciare che sia il respiro a organizzare la pratica.

In entrambi i casi siamo invitati a spostare l’attenzione dalla forma esterna verso una qualità più sottile dell’esperienza.

Il respiro diventa così un ponte tra corpo, movimento e mente.

Programma

Sabato 5 settembre

08.30–10.45

Arrivare, osservare, respirare

Inizieremo con Savasana, uno spazio per arrivare.

Seguiranno il cerchio di benvenuto e una breve introduzione al lignaggio di Kaivalyadhama e agli insegnamenti di Sri O.P. Tiwari.

Lavoreremo poi sull’osservazione del respiro e sulle sue caratteristiche, prima di entrare nelle pratiche specifiche.

Affronteremo: introduzione ai Kriya e al Pranayama; osservazione del respiro naturale; elementi di meccanica respiratoria; consapevolezza del respiro;  pratiche preparatorie; relazione tra respirazione e sistema nervoso; spazio di osservazione e sperimentazione. 

10.45–11.00

Pausa

11.00–12.30

Respiro e movimento · Ashtanga Vinyasa Yoga

Una pratica guidata dedicata alla relazione tra respiro, movimento e attenzione.

Attraverso il Counted Method esploreremo la sincronizzazione tra conteggio, respiro e movimento, incontrando Ujjayi, Vinyasa, Drishti e Tristhana.

Il conteggio oltre ad essere utilizzato per “seguire la sequenza”, sarà lo strumento per entrare nel ritmo della pratica e mantenere una qualità di ascolto condivisa.

12.30–14.00

Pausa pranzo

14.00–16.00

Kriya & Pranayama

Nel pomeriggio entreremo nel lavoro specifico sul Pranayama attraverso una parte teorica e una parte pratica.

Approfondiremo il significato delle pratiche e il loro ruolo all’interno del percorso yogico, per poi sperimentarle in modo graduale e consapevole.

La pratica sarà accompagnata da indicazioni sull’ascolto delle sensazioni, sulla qualità del respiro e sulla progressione.

Ci sarà spazio per domande e condivisione.

Domenica 6 settembre

08.30–10.30

Dal silenzio al respiro

La mattina inizierà con una pratica di meditazione, per creare uno spazio di ascolto e presenza.

Proseguiremo con una sessione dedicata al Pranayama, riprendendo e approfondendo le pratiche incontrate il giorno precedente.

Concluderemo con un Savasana, lasciando spazio all’osservazione e all’integrazione dell’esperienza.

10.30–10.45

Pausa

10.45–12.15

Pratica personale assistita

Uno spazio dedicato alla pratica individuale.

Ogni partecipante potrà sperimentare quanto appreso durante il weekend, scegliendo come orientare la propria pratica e ricevendo indicazioni e supporto dagli insegnanti.

Sarà un’occasione per iniziare a sviluppare una maggiore autonomia, capacità di osservazione e ascolto.

12.15–13.00

Domande, confronto e chiusura

Concluderemo il weekend con uno spazio aperto alle domande, al confronto e alla condivisione.

Un momento per raccogliere ciò che è emerso durante le due giornate e portare la pratica oltre il workshop.

A chi è rivolto

Il workshop è pensato per chi desidera approfondire il rapporto tra respiro, movimento e pratica dello Yoga.

È rivolto sia a chi si avvicina per la prima volta al Pranayama e alla pratica di Ashtanga Vinyasa Yoga, sia a praticanti che desiderano approfondire il proprio rapporto con il respiro.

In particolare può essere interessante per:

Chi pratica già Ashtanga Vinyasa Yoga e desidera comprendere più profondamente il ruolo del respiro, il rapporto tra Ujjayi, movimento e conteggio e la struttura del Counted Method.

Chi vuole avvicinarsi al Pranayama e desidera farlo attraverso un’introduzione graduale, fondata sull’osservazione e sulla preparazione, prima di entrare nelle tecniche.

Non è necessario avere una pratica avanzata.

È invece richiesta la disponibilità a osservare, ascoltare e sperimentare senza forzare.

I lignaggi

Sri O.P. Tiwari · Kaivalyadhama

Il percorso dedicato al Pranayama si ispira agli insegnamenti di Sri O.P. Tiwari, figura di riferimento nella trasmissione contemporanea del Pranayama e legato alla tradizione di Kaivalyadhama.

Il suo approccio pone particolare attenzione alla preparazione, alla gradualità, all’osservazione del respiro e alla pratica sistematica.

Kaivalyadhama è inoltre conosciuto per il dialogo tra tradizione yogica e ricerca scientifica, un elemento che ha caratterizzato la sua storia fin dalla fondazione dell’istituto da parte di Swami Kuvalayananda.

John Scott · Counted Method

La pratica di Ashtanga Vinyasa Yoga proposta durante il workshop si ispira al Counted Method di John Scott.

Il conteggio accompagna il praticante attraverso la struttura della sequenza, creando un riferimento ritmico comune e permettendo di approfondire la relazione tra respiro e movimento.

La pratica diventa così un esercizio di precisione, continuità e ascolto.

Perché “tornare alle origini”?

Prima della tecnica c’è il respiro. Prima del movimento c’è l’ascolto. Prima della forma c’è la presenza.

Tornare alle origini significa tornare a ciò che è sempre presente, ma che spesso smettiamo di percepire.

Il respiro, un gesto semplice, continuo, essenziale.

Da lì possiamo iniziare a osservare. Da lì possiamo iniziare a praticare. Da lì possiamo lasciare che il corpo, il movimento e la mente trovino una relazione più consapevole.

Questo weekend nasce dalla volontà di creare uno spazio in cui Pranayama e Ashtanga Vinyasa Yoga possano dialogare, mantenendo la specificità dei loro percorsi e, allo stesso tempo, riconoscendo nel respiro un terreno comune.

Informazioni

Quando: 5–6 settembre 2026
Dove: AVY Trento
Con: Isabella Anastasi & Roberta Cortassa

Sabato: 08.30–16.00
Domenica: 08.30–13.00

Livello: aperto a tutti i praticanti; non è richiesta esperienza avanzata.

Posti limitati.

Per informazioni, costi e iscrizioni:
avyogatrento@gmail.com